Acqua calda e limone: un risveglio speciale

Acqua calda e limone al mattino

1 bicchiere di acqua tiepida e il succo di mezzo limone ogni mattina appena svegli *

Da consumare per periodi critici come i cambi di stagione o per una settimana al mese o per tre giorni dopo una abbuffata

Il limone è ricco di Vitamina C e di flavonoidi.

Il limone oltre ad essere ricco di vitamina C “.. è ricco di flavonoidi che possono avere importanti proprietà antiossidanti e antitumorali. In uno studio in vitro che confrontava le proprietà anticancro di singoli frutti, i limoni sono risultati secondi soltanto ai mirtilli rossi americani. I limoni aiutano anche a preservare i fitonutrienti contenuti negli altri alimenti. Un fatto poco noto è che una spruzzata di limone nella tazza o nella teiera prima dell’infusione accresce la quantità di fitonutrienti nel tè verde e la capacità di assimilarli.” **

La buccia del limone è molto ricca di fitonutrienti, se si compra frutta senza trattamenti se ne possono mangiare in quantità.

BENEFICI:
Aiuta l’eliminazione delle tossine
Regolarizza l’intestino
Rende la pelle luminosa
Contribuisce a perdere peso
Idrata il cor

po
Rinforza il sistema immunitario

Oltre all’acqua calda con il limone consiglio spesso il Phonix liquid fire, inventato dall’amico Marco Giai – Levra e fantastico per riscaldarsi in inverno grazie alla presenza di pepe di Cayenna.

* il limone ha un pH molto acido (3,5) ma ha il potere di alcalinizzare il corpo. essendo così alto può realmente danneggiare i denti. Meglio dunque bere con la cannuccia per non rovinare lo smalto dei denti)

** Fonte: Un piacere selvaggio, Jo Robinson, Einaudi, 2016

Rejuvelac, una bevanda energetica ma anche starter per i formaggi crudisti

Il rejuvelac è un liquido fermentato che si può usare come bevenda energetica ricca di enzimi o come starter per la fermentazione dei semi oleaginosi e creare deliziosi formaggi crudisti.

Come si prepara il rejuvelac?

Germogli di grano saraceno

Per preparare il rejuvelac servono dei semi integrali da fare germogliare: grano, farro, grano saraceno, avena, segale, riso vanno benissimo.

Prendi una 30 g di semi integrali e falli germogliare: li devi lasciare a mollo per una notte, poi tenere umidi ma scolati, dopo 2-3 giorni spunterà il germoglio.

Quando il germoglio è evidente in tutti i semi coprili con 1 litro di acqua e lascia a temperatura ambiente* per 2 giorni coprendola per evitare la polvere.

Dopo 2 giorni filtra e conserva in frigorifero.

Puoi consumarlo come bevanda o utilizzarlo per far fermentare i semi o come base per i tuoi frullati verdi o le zuppe.

Il rejuvelac per natura è acidulo e frizzantino, con un leggero retrogusto di limone. Puoi conservarlo in frigorifero.

Rejuvelac di grano saraceno

Ingredienti
30 g di cereali integrali in chicchi
1 l di acqua a temperatura ambiente
Preparazione
Sciacquare e scolare il cereale, lasciarlo in ammollo in acqua per 12 ore (ad una temperatura compresa tra i 18 e i 27°C). Sciacquarlo e metterlo in un contenitore in ceramica o in vetro, coprirlo con un panno e farlo germogliare a temperatura ambiente al riparo dalla luce diretta del sole per 24/48 ore. Risciacquare i chicchi germogliati, scolarli e versarli in un recipiente in vetro insieme con 1 litro di acqua, coprire con un panno e lasciare fermentare per 48 ore. Filtrare il liquido e conservarlo in un contenitore ermetico in frigorifero per 5 giorni.

 

*la temperatura in inverno è molto più bassa, cerca dunque un luogo tiepido e la fermentazione potrebbe allungarsi fino ad una settimana. in estate al contrario si può lasciare in qualsiasi punto della cucina ed averlo pronto in 48 ore.

Una corretta fermentazione non produce cattivi odori, dunque un esame olfattivo della bevanda ti avvertirà della buona riuscita.

Fermentare le verdure: giardiniera, crauti e altre delizie

Cavolfiori, carote, cipolle e cetrioli pronti a fermentare
Giardiniera di verdure

La fermentazione è una  trasformazione che avviene ad opera di enzimi, lieviti e batteri sul cibo con diversi effetti:

allunga la conservazione del cibo e permette di mangiare verdure fresche e croccanti durante tutto l’anno sfruttando al meglio le abbondanti produzioni estive,
arricchisce i cibi di vitamine, in particolare B, C e K2,
favorisce l’assorbimento intestinale dei nutrienti,
rende il cibo più digeribile,
aiuta il sistema immunitario ad essere più in salute grazie ai batteri buoni che ingeriamo con i cibi fermentati,
infine la fermentazione acida elimina i patogeni.

Conosciamo e usiamo molti tipi di fermentazione e da ognuna si ricava un prodotto diverso. Le fermentazioni sono piuttosto antiche e molte sono state scoperte per caso, abbandonando dei cibi avanzati magari o lasciandoli inavvertitamente vicino a fonti di calore.

Nell’ultimo secolo la fermentazione è stata abbandonata a favore di prodotti industriali che cercano di replicarne i sapori, ma Yogurt, pane, crauti, aceto, olive, cetriolini, birra, salsa di soia, kefir, miso, idromele, tempeh, sidro, smetana, brovada, spumante di sambuco, formaggio di semi  prodotti artigianalmente hanno un sapore completamente diverso.

Alcune fermentazioni trasformano così tanto un alimento che a volte rendono commestibile un alimento che non lo è. Le fermentazioni sono di diverso tipo, cambiano in base all’ingrediente che si fermenta e al tipo di “starter”:

  • Vino:  il primo vino nacque 8000 anni fa grazie alla fermentazione etanolica di succhi: dopo un periodo in cui sembra che il liquido sia andato a male il sapore diventa gradevole e rende euforici. oltre all’uva si fermentavano anche cereali con erbe e resine.
  • Birra: anche la birra ha origini piuttosto antiche: dal 6000 a. C. si otteneva con orzo, grano o cereali misti e con malto miele e datteri: la birra fino al Medioevo era dolce, poi è stata aggiunto il luppolo che conferisce sapore amaro.
  • Idromele: già conosciuto dai Maya che insieme ai popoli del Sud America fermentavano molte bevande, è una fermentazione di acqua e miele.
  • Latte: ii nomadi delle steppe non vivevano di agricoltura ma di allevamento e la loro alimentazione era basata su latte di capra e pecora, essendo privi di lattasi esponevano all’aria il latte che fermentando grazie ai batteri si trasformava in yogurt e dunque digeribile. Con il latte producevano anche il kummis, parente del kefir, fermentato e conservato in sacche di pelle affumicate. Anche il kefir deriva da una fermentazione dei batteri del cuoio. Il Kurut o Kishk era latte fermentato con grano, sale e spezie e poi essiccato al sole.
  • Salsa di soia: 3000 anni fa in oriente iniziano a fermentare la soia con salamoia.  Attorno all’VIII secolo si sono aggiunti grano macinato e il batterio Aspergillus sojade. La fermentazione dura 6 mesi.
  • Garum: un fermentato romano di sgombri, sardine e acciughe di cui, dopo alcuni mesi di fermentazione al sole, si usava il liquido, saporito e piccante simile al nuoc mama (salsa di pesce vietnamita).
  • Aceto: da 5000 anni si ottiene da diversi ingrediente: datteri, fichi, pere, pesche, grano, miele, riso, fermentato 21 giorni e invecchiato 2-3 anni.
  • Pane: nel 2000 a.C. dimenticando un pezzo di pasta per pane al sole si ottenne una fermentazione rendendo il pane molto leggero e fragrante. Si comprese che si poteva tenere un pezzo di pane dell’impasto precedente, oppure aggiungere la schiuma della birra o del vino. Ma il processo era ancora misterioso.
Preparando i regali per le amiche: giardiniera, olive, cavolo rosso, cetriolini, rejuvelac

Già nel ‘600 vennero visti i batteri, ma solo Pasteur a metà ‘800 definì la fermentazione e ai primi del ‘900 Buchner scoprì l’azione dei lieviti.

La fermentazione avviene per merito di lieviti e batteri che con specifici enzimi trasformano gli zuccheri presenti in acidi, alcol e sostanze aromatiche che cambiano sapore e consistenza dell’alimento di partenza (p.e. il formaggio dal latte).
L’acido lattico, acetico e propionico prodotti dalla fermentazione sono difese dei microrganismi. La semplice esposizione all’aria di un alimento innesca la fermentazione, ma se la controlliamo la possiamo indirizzare verso il prodotto che vogliamo ottenere.

Le fermentazioni dipendono dalla flora batterica di  ambiente e di persone che lo preparano e che lo hanno cresciuto o allevato, ciò spaventa e dunque sterilizziamo tutto. I neonati digeriscono il latte materno grazie alla flora batterica della pelle delle mamme, se bevono dal biberon non digeriscono e dunque nel latte artificiale è meglio aggiungere fermenti lattici nel latte artificiale.

Fermentato con rejuvelac e spalmabile
Fermentato con rejuvelac e spalmabile

Tipi di fermentazione:

Lattica – fatta da batteri Lattobacilli che trasformano il glucosio in acido lattico in ambienti senza ossigeno. (capita anche ai nostri muscoli se lo sforzo supera la disponibilità di ossigeno). L’acido lattico nell’intestino trasforma il ferro dei vegetali (carote, fagioli, ceci, ecc.)  e nel pane lievitato naturalmente in una forma più assorbibile (da ferrica a ferrosa). Le famiglie coinvolte sono Lactobacillus lactis, Lactobacillus casei, Lactobacillus bulgaricus, Lactobacillus acidophilus, Streptococcus thermophilus, Bifidobacterium bifidum. Di questi solo 2 possono colonizzare l’intestino e si chiamano probiotici: Bifidobacterium bifidum e Lactobacillus acidophilus

Alcolica – eseguita da microrganismi monocellulari (lieviti) che trasformano lo zucchero in alcol in ambiente privo di ossigeno. Ne esistono molte specie, non tutte utili  (p.e. candida), molti di quelli utili sono nella famiglia dei saccaromiceti. Durane la trasformazione si producono anche altre sostanze e poiché alcuni lieviti muoiono il prodotto finale si arricchisce di vitamine del gruppo B.

Acetica – fermentazione secondaria di quella alcolica che trasforma l’alcol in acido acetico in presenza di ossigeno. La fermentazione si ha in superficie e lì si forma la “madre”. L’acido acetico è un ottimo conservante, già in basse concentrazioni inibisce la creazione dei microbi, anche del Clostridium botulinum*. La sua struttura molecolare simile a quella del grasso lo rende molto efficace per sgrassare e rimuovere odori alimentari (che chimicamente sono grassi).

Propionica – è la trasformazione dell’acido lattico in acido propionico e anidride carbonica: usata nei formaggi “con i buchi”. L’acido propionico è tossico per molti microbi e non per noi, per questo i formaggi fatti così tendono a non ammuffire. Si trova anche nel nostro intestino: è prodotto dalla flora batterica intestinale per la fermentazione delle fibre solubili (verdure crude e cotte, fagioli, avena): raggiunge presto il fegato dove inibisce l’enzima che genera il colesterolo.

Cosa possiamo fermentare?

Cavolo viola al cumino, formaggio spalmabile di anacardi, fermentato con rejuvelac e cracker crudista
Cavolo viola al cumino, formaggio spalmabile di anacardi, fermentato con rejuvelac e cracker crudista

Tutto si può fermentare: con sale o acqua di mare in contenitori: olive, limoni, banane, susine, cavoli, carote, rape, cetrioli, carni, pesci.

La fermentazione in acqua salata, detta salamoia, incoraggia la crescita dei batteri che producono acido lattico.

La fermentazione dei succhi produce bevande leggermente alcoliche e più o meno frizzanti (sidro, spumantino di sambuco, vino, ecc), del latte produce kefir, rejuvelac, yogurt o formaggi. L’acqua fermenta con il kefir, aggiungendo fichi, zucchero e succo di limone.

Meglio fermentare ingredienti biologici e privi di sostanze chimiche che possono interferire con i batteri agendo come disinfettante: se troppo pulito la fermentazione non parte.

Usare acqua non clorata (uccide i batteri), fare bollire o lasciare evaporare per un giorno per eliminare il cloro gassoso.Sale fino marino e integrale in adeguata concentrazione (se troppo inibisce i lattobacilli) oppure acidulato di umeboshi. Normalmente si usano in concentrazione tra il 30% e il 45%:

Per ogni litro di acqua 30/40 g di sale o 200/250 ml acidulato di umeboshi (l’acidulato di umeboshi accelera la fermentazione, ma è molto più costoso rispetto al sale marino)

Nella fermentazione lattica si produce acido lattico ad opera di lattobacilli, è la fermentazione che si usa per le verdure ma anche per lo yogurt e il kefir.

Nella fermentazione alcolica si producono alcol etilico e anidride carbonica, otteniamo con questa fermentazione vino e birra e si fa lievitare il pane.

La fermentazione avviene a temperatura compresa tra i 18 e 22 °C, dopo 3 giorni la fermentazione parte, si formano gas e bollicine e se la vogliamo rallentare possiamo mettere la preparazione in frigorifero. Durante i primi giorni si possono sviluppare schiume o muffe che possiamo eliminare senza compromettere il risultato finale.

Spumante ottenuto con fiori di sambuco
Spumante ottenuto con fiori di sambuco

Le fermentazioni si possono fare in vasi di vetro, in vasi di coccio o nei pressaverdure.
Se si usano vasi di vetro si possono capovolgere ogni giorno per ossigenare le verdure*.

Tempi di fermentazione

Nei cicli delle mie lezioni c’è sempre la lezione sui cibi fermentati in cui prepariamo cibi che  poi assaggiamo dopo circa un mese!

I tempi di fermentazione infatti sono lunghi in base al risultato che si vuole ottenere, si parte da poche ore per gli insalatini fino a diversi mesi per i crauti.

 

*(da Michela Trevisan)

Accorgimenti supplementari: per evitare l’eventuale sviluppo del botulino prima che l’ambiente diventi sufficientemente acido, basta avere l’accortezza di agitare il barattolo capovolgendolo almeno una volta al giorno finché parte la fermentazione, oppure, ancor meglio rovesciare in un contenitore il liquido e rimetterlo nel barattolo per tre o quattro volte, in modo da ossigenarlo. La quantità di sale può essere leggermente diminuita e si possono trovare ricette anche di fermentazioni senza sale. Attenzione però che il sale è indispensabile alla turgidità delle verdure, meno se ne utilizza più le verdure si ammorbidiranno in conseguenza all’azione dell’acidità, come accade nella marinatura.

Bibliografia:
Michela Trevisan Il manuale dei cibi fermentati, 1999, Tecniche Nuove

Dunja Gulin Cibi Fermentati per la Vitalità e la Buona Salute, 2016, Guido Tommasi Editore

 

Detox: le affermazioni

Detox: le affermazioni

Seguo da parecchi anni Lucia Giovannini e i suoi insegnamenti hanno innescato in me un processo di trasformazione ancora in atto. Oltre alla lettura dei suoi libri, soprattutto Tutta un’altra vita ho approfondito altri aspetti ed in particolare le affermazioni del cd Parole che trasformano, il respiro con il cd Il soffio che guarisce e la meditazione con l’ebook Stai calma e medita facilmente.

Cosa sono le affermazioni?

Ciò che pensiamo del mondo e degli altri pian piano diventa reale per noi, diventa una convinzione e vediamo il mondo con questo “filtro”. Giorno dopo giorno diventano abitudini e iniziamo a vedere il mondo con i “nostri” occhiali.
Per cambiare le nostre convinzioni possiamo usare le parole e costruire delle affermazioni: frasi che ci aiutano ad eliminare le tossine emotive.

Le frasi da sole ovviamene devono essere aiutate dalle azioni. Ogni volta che usiamo o che creiamo una affermazione dobbiamo pensare a quali passi attuare per trasformarle in azioni.

Ogni settimana scegli 3/5 affermazioni. Leggile e ripetile fino a quando non sono diventate tue. Fai dei foglietti che attacchi in diversi punti della casa, scrivili sul computer in modo da averli sempre davanti.

Le affermazioni sono semi semi, li devi curare e devi aspettare che germoglino. Leggerle ti apre al cambiamento, le puoi condividere con gli amici, ripeterle in ogni momento della giornata
.
Regole per creare nuove affermazioni
1- le affermazioni sono personali.
2- al tempo presente: sono sana vitale, non sarò.
3- non negazioni: mangio cibo sano.

Esempi di affermazioni: (tratte dal cd di Lucia Giovannini)
Rispetto e proteggo il mio corpo perché sono attenta/o alla mia salute

Il mio corpo è molto saggio e sa come guarire se stesso

Sono libera di essere tutto ciò che posso essere

Oggi visualizzo il nostro mondo come un luogo pacifico integro e sano

Crescita spirituale significa iniziare a perdonare,
io amo la sensazione di libertà che viene quando lascio andare il passato

Sono organizzata e produttiva, ho tanta energia e gioisco nel mantenere in ordine la mia vita

Mi merito una vita stupenda, l’unica artefice della mia vita sono io

Ringrazio la vita e la sua generosità

Scegline 3 per ogni settimana o prova a creare la tua affermazione personale.
Ripetila come un mantra ogni giorno.

Per approfondire puoi seguire Lucia Giovannini su Facebook o sul suo sito Bless You.

Ci sono molte persone che guidano altre persone nei percorsi di crescita personali e credo che ognuno di noi, in base al proprio livello di coscienza, entri più o meno in sintonia con altre. Nell’ultimo anno ho potuto anche conoscere il lavoro di:

Vanessa Sartori – Accademia del risveglio

Igor Sibaldi

Pier Giorgio Caselli

Louise Hay, madre del pensiero positivo e delle affermazioni

Detox: gli orari del corpo

Detox: gli orari del corpo
Molti di noi conoscono l’adagio “colazione da re, pranzo da principe e cena da povero”, ebbene, nell’igienismo si consiglia di seguire un diverso ciclo per il corpo e permettere di completare la fase di eliminazione e rigenerazione notturna/mattutina iniziando la giornata con acqua o con frutta fresca.

Chi ha ragione? Non ho la risposta, ma ho provato su di me e preferisco mantenere una colazione molto leggera a base di acqua, succhi o frullati di frutta.

Il nostro corpo segue nell’arco delle 24 ore 3 cicli di 8 ore ciascuno:

dalle 4 (alba) alle 12 il corpo è in fase di eliminazione, momento in cui per aiutare il corpo dobbiamo consumare acqua, frutta e succhi naturali. Ottimo momento per l’attività fisica.

dalle 12 alle 20 (tramonto) è in fare di assimilazione: si nutre e assimila. Ottimo momento per l’apprendimento. Assume il cibo e lo scompone in nutrimento e scorie

dalle 20 alle 4 è in fase di digiuno fisiologico: si attiva il sistema di rigenerazione e usa i nutrienti per riparare le cellule.
Durante un periodo di detox cerchiamo di aiutare il corpo a svolgere al meglio le sue funzioni, in particolare la fase di eliminazione.
E’ importante dunque cercare di rispettare gli orari, consumare pasti leggeri e cercare di ridurre le fonti “inquinanti” sia alimentari sia ambientali: cerchiamo di ridurre lo stress, di passare più tempo nella natura, di svolgere regolare attività fisica e di dormire adeguatamente.

Dal punto di vista alimentare il primo alimento che ci potrà aiutare a eliminare le tossine accumulate è l’acqua, beviamone grandi quantità! Cerchiamo invece di ridurre il consumo di cibi intossicanti o complessi da digerire (carne e pesce, latte e derivati, uova, zucchero (bianco e di canna), alcool e droghe, stimolanti: caffè, the, zucchero, bibite, merendine, cibi confezionati, fritti, cibi molto conditi, glutine, ecc.).

Per alleggerire la digestione si possono seguire le regole delle combinazioni alimentari:
Frutta sempre da sola, mai a fine pasto, possibilmente dello stesso tipo (acida-semiacida-dolce)
Evitare associazioni di più tipologie di proteine, di cereali e proteine, di proteine e frutta, di carboidrati  e frutta.

Le migliori associazioni sono: verdure e proteine, amidacei e verdure.
Pomodori, peperoni, zucche, cetriolo, zucchine, gombo, melanzane sono frutt’ortaggi, e in fase di digestione si comportano spesso come un frutto e non come un ortaggio.
I tempi di digestione si allungano molto per cibi elaborati, per avere una idea ecco uno schema di tempi digestivi medi:

PROTEINE 4 ORE
AMIDI 2-3 ORE
VEGETALI NON AMIDACEI 2-3 ORE
FRUTTI – VEGETALI 2-3 ORE
MELONI 15 MINUTI
FRUTTA ACIDA 1-1,5 ORE
FRUTTA ACIDULA 1,5-2 ORE
FRUTTA DOLCE 3-4 ORE

Altre pratiche consigliate nel detox:
Oil pulling: da farsi con 1 cucchiaio di olio di sesamo o di cocco o di girasole premuti a freddo. Tenere in bocca per 15 minuti e poi sputare, approfondimenti del metodo
Lavaggi intestinali: ci sono molte differenti pratiche legate ai lavaggi intestinali e all’idro-colon terapia, pratiche adatte a ripulire un tratto o tutto il nostro intestino. Mentre l’enteroclisma si può fare facilmente a casa la terapia dell’idro-colon va fatta assolutamente sempre con un professionista.
Ulteriori dettagli

I colori di frutta e verdura

Estate a colori!
I colori di frutta e verdura sono determinati da pigmenti che palesano alcune caratteristiche curative e protettive per la salute. Ogni colore infatti è legato a funzioni, organi e ghiandole del corpo.
I pigmenti sono costituiti principalmente da polifenoli che sono dei fitonutrienti con una elevata azione antiossidante.

I colori in cui dividiamo frutta e verdura sono cinque:
• il rosso;
• il giallo/arancione;
• il bianco/marrone;
• il verde;
• il blu/viola.

Per mantenere un buono stato di salute sono raccomandate da 5 a 10 porzioni di frutta e verdura al giorno (una porzione corrisponde a circa 80 g, ovvero un frutto di media grandezza): è opportuno consumarne di tutti i colori proprio per assicurare un apporto sufficientemente vario di antiossidanti e nutrienti.
ROSSO
Verdure e frutti rossi riducono il rischio di sviluppare tumori e malattie cardiovascolari, migliorano la memoria e proteggono le vie urinarie; i meriti vanno agli antiossidanti in essi contenuti: tra i tanti il licopene, un carotenoide efficace nella prevenzione di alcuni tumori e dell’infarto. Il licopene per essere assimilato deve essere consumato con i lipidi.

I pomodori maturi sono molto ricchi di licopene. Tra gli altri frutti rossi ricordiamo le fragole: conosciute fin dai tempi dei romani, sono una straordinaria fonte di principi nutritivi e salutari. Ricche di vitamina C e altri antiossidanti tra cui la quercetina, le antocianine e anche l’acido ellagico e il resveratrolo, tutte sostanze con alto potere degradante sulle sostanze cancerogene e capaci di inibire la crescita delle cellule tumorali. Un elevato consumo di fragole porta molti benefici, stiamo però attenti alla coltivazione, è preferibile consumare fragole biologiche e di stagione, o coltivarsele sul balcone poiché crescono molto bene in vaso. Le fragole si possono consumare da sole, aggiunte ai frullati, ai centrifugati e alle insalate.

Anche l’anguria è un frutto ricco di licopene e di acqua, perfetta per l’estate quando ne abbiamo tanto bisogno.
Fragole e ciliegie sono ricche di carotenoidi, preventivi di molti tipi di tumore e di patologie cardiovascolari (incluso l’ictus), della cataratta, dell’invecchiamento cellulare e cutaneo e delle patologie neurovegetative.
Le arance rosse contengono grandi quantità di vitamina C e di antociani, che oltre alla funzione antiossidante contribuiscono alla produzione del collagene, mantengono integri i vasi sanguigni, stimolano le difese immunitarie, le
cicatrizzazioni delle ferite e incrementano l’assorbimento del ferro contenuto
nei vegetali (soprattutto quelli a foglia verde).

BIANCO/MARRONE

I fitonutrienti di questa categoria favoriscono una corretta assimilazione dei grassi contenuti negli alimenti e quindi aiutano a combattere il colesterolo e rinforzano le ossa e i polmoni. Frutta e verdura del gruppo bianco contengono tra le varie molecole anche la quercetina, sostanza antiossidante che si è dimostrata molto utile per contrastare diversi tipi di tumore.
Le mele sono alimenti che contengono grandi quantità di flavonoidi, antitumorali soprattutto per gli organi a funzionalità polmonare.
Le cipolle sono i vegetali più ricchi di quercetina e, grazie al loro contenuto in flavonoidi, contrastano la perdita di calcio nelle ossa. Aglio e porri si distinguono per la presenza di allisolfuro che fluidifica il sangue e protegge l’organismo dagli eventi tromboembolici. Il selenio, oligoelemento presente in piccole quantità nei cibi, è ben rappresentato nei funghi, previene l’ipertensione arteriosa, l’anemia e numerose forme di tumore.
A questa categoria appartengono anche lo scalogno, i cavolfiori, i finocchi, le pesche bianche, le pere, il sedano.
GIALLO/ARANCIONE

Tutte le verdure e i frutti di questo colore rinforzano gli occhi, il cuore e in generale tutto il sistema immunitario, grazie anche al loro elevato contenuto di vitamina C e betacaroteni. La vitamina C aumenta l’assorbimento intestinale del ferro. Il betacarotene, precursore della vitamina A, svolge azione antiossidante contrastando la formazione di radicali liberi.
La frutta e la verdura di questo colore è disponibile tutto l’anno: agrumi e zucche tipici della stagione fredda e pesche, albicocche, carote e peperoni in estate.
A questa categoria appartengono anche i kaki, il limone, mandaranci e mandarini, il melone, le nespole, le pesche, i pompelmi, l’ ananas, il mango, il kiwi giallo, la papaia, il fico d’india.
BLU/VIOLETTO

Questo gruppo si distingue per la presenza di diversi nutraceuti: le antocianine, i carotenoidi, il betacarotene e il resveratrolo, ma anche la vitamina C, il potassio, il magnesio e tanta fibra solubile.
Le antocianine sono responsabili del colore di frutti di bosco e uva, svolgono attività antiossidanti, diminuiscono la fragilità capillare e l’aggregazione piastrinica, proteggono le vie urinarie, contrastano l’invecchiamento della pelle
e la perdita di memoria, oltre a svolgere un’azione preventiva nei confronti di alcuni tumori.
I carotenoidi riducono il rischio di sviluppare i tumori, rallentano l’invecchiamento cutaneo e proteggono da ictus e infarti.
Il betacarotene migliora la vista, stimola il sistema immunitario e facilita l’abbronzatura.
Il resveratrolo è il nutraceuta di più recente scoperta, è molto abbondante nell’uva nera e, per le sue spiccate proprietà antiossidanti, è in grado di ridurre l’incidenza di infarti e ictus.
Nei frutti di bosco e nel radicchio rosso sono contenute le maggiori quantità di vitamina C, protettrice di vene e capillari, e delle vie urinarie.
Tutti gli alimenti blu/viola sono caratterizzati da un elevato quantitativo di fibra solubile che regola l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri semplici e favorisce lo sviluppo della flora batterica intestinale.
A questa categoria appartengono anche melanzane, fichi, prugne, more, mirtilli, bacche blu o viola, lamponi, ribes, açai.

VERDE

I fitonutrienti che caratterizzano i vegetali verdi aiutano a ridurre lo stress e l’affaticamento, oltre a prevenire numerose forme di tumore. I cibi verdi proteggono da patologie cardiovascolari e recano benefici a ossa, denti e occhi.
Sono ricchi di magnesio, acido folico, folati e antiossidanti tra cui la clorofilla; riducono i flussi mestruali troppo abbondanti e aiutano a controllare l’odore acre del sudore e delle urine.
A questa categoria appartengono insalate, zucchine, asparagi, piselli, rucola, basilico, mele verdi, avocado, broccoli, cavoli, cavolo nero, bieta erbetta, carciofi, cavolo verza, cetrioli, cicoria, indivia, lattuga, spinaci, kiwi, olive, uva bianca, agretto, cima di rapa, indivia, prezzemolo, cicoria, scarola, coriandolo, alghe verdi (spirulina, clorella, nori).

La clorofilla
Le verdure verdi contengono clorofilla, responsabile del colore verde delle foglie. La clorofilla assorbe la luce solare e produce ossigeno con il processo di fotosintesi.

La clorofilla è indispensabile per la vita, non solo delle piante ma anche la nostra, infatti la clorofilla ha una composizione molto simile alla emoglobina che abbiamo nel sangue che porta ossigeno a tutti i tessuti rigenerandoli.
Nutrirsi con foglie verdi ci porta molti benefici, infatti la clorofilla che contengono rinforza le difese immunitarie, aiuta a contrastare l’anemia, migliora la circolazione sanguigna, favorisce la cicatrizzazione, cattura i radicali liberi, aiuta la depurazione del fegato, regolarizza il ciclo mestruale, migliora il drenaggio dei liquidi, favorisce l’assorbimento del calcio, sgonfia l’intestino.
Si possono consumare sia intere con insalate prima del pasto sia per preparare frullati verdi o succhi verdi.

Detox: cibi liquidi

La scelta del cibo che ingeriamo può essere liquida. Un cibo liquido ottenuto da alimenti vegetali freschi e crudi è molto nutriente per il corpo.

Detox: cibi liquidi

I frullati, normali o verdi, possono diventare sostitutivi dei pasti in ogni momento della giornata.

Possiamo iniziare con frullati di sola frutta e gradualmente introdurre ingredienti verdi (spinaci, bietole, lattuga, indivia, scarola, prezzemolo, coriandolo, basilico, ecc.).

La parte liquida può essere costituita da acqua oppure succhi freschi, spremute, acqua di cocco.

I frullati si possono preparare al mattino e conservarli in un thermos per diverse ore se è necessario, ma se non si bevono subito sarebbe meglio conservarli in frigorifero e consumarli entro la giornata.

I frullati permettono di consumare grandi quantità di frutta e verdura senza dover masticare, è bene però “masticare” il frullato prima di inserirlo perché anche la digestione dei cibi liquidi inizia dalla bocca e la masticazione attiva la digestione e prepara il corpo al cibo che sta per ricevere.

I succhi di frutta o verdura possono essere molto ricchi di ingredienti. All’inizio forse preferirai fare succhi dolci (mela, carota, finocchio, zenzero), poi potrai aggiungere ingredienti verdi e più amari (sedano, tarassaco, erbe fresche).

I succhi non contengono fibra, o ne contengono pochissima, sono per questo motivo molto digeribili e veloci da assimilare. Anche un organismo debilitato potrà nutrirsi ottimamente con una alimentazione basata su succhi freschi.

L’alimentazione a base di acqua, chiamata nell’igienismo digiuno idrico, è uno strumento di disintossicazione molto potente in grado di aiutare il corpo a ripristinare il proprio equilibrio sfruttando la sua capacità di rigenerarsi.

I periodi di digiuno (idrico o attenuato a base di succhi o frullati) possono essere brevi ma ripetuti: un giorno alla settimana o al mese di dieta liquida può aiutarti a ripristinare i tuoi livelli di energia. Per iniziare puoi seguire il digiuno lunare.

Pulizie “interne” dall’alto: depurazione con acqua e sale

Pulizie “interne” dall’alto: depurazione con acqua e sale

Dopo aver scoperto i benefici dei lavaggi intestinali attraverso idrocolon terapia o con enteroclismi domestici ho conosciuto un modo diverso di fare le pulizie interne: la depurazione con acqua e sale.

Me ne parlò qualche anno fa una amica che pratica Yoga da molti anni, associando questa pratica appunto con movimenti specifici adatti a far muovere l’acqua in modo corretto dall’alto verso il basso.

Successivamente mi capitò tra le mani un libro di accompagnamento al DVD di Sergio Chiesa sul metodo Kousmine. Dopo molte ricette era descritta questa depurazione con acqua e sale.

Poi molte altre fonti mi hanno stuzzicata a provare,

Non è necessario fare movimenti particolari, ma solo evitare di stare fermi e, ovviamente, essere vicini ad un bagno per le 2/3 ore in cui si beve l’acqua salata.

Come prepararla:
per ogni litro di acqua (io ne preparo 4) usare un cucchiaino di sale marino integrale. Mettere in una pentola e portare a bollore, Far raffreddare quanto basta per poterlo bere e berne una prima tazza.
Normalmente dopo poco si inizia ad evacuare e si può continuare il ciclo fino a quando uscirà solo acqua.

Nota importante:
per seguire queste pratiche è opportuno essere in buona salute, in caso contrario prima di procedere consultare un medico

Fonti:
Metodo Kousmine
Luciano Gianazza

Digiuno lunare

Spesso nell’igienismo si consiglia di scegliere un giorno a settimana o al mese, in base alle proprie possibilità, per fare un giorno di digiuno idrico a base di acqua o succhi freschi. Questa pratica è molto diffusa anche in altre culture e con origini molto antiche.

Digiunare un giorno permette di far riposare tutto l’apparato digerente e offre molti benefici al corpo e alla mente.

Se il digiuno si fa seguendo le fasi lunari gli effetti benefici si ampliano e nei giorni successivi si avrà meno appetito.

Il giorno migliore per fare i digiuni è l’undicesimo, dopo la luna piena e l’undicesimo dopo la luna nuova (Ekadashi )
Ho iniziato recentemente a seguire i digiuni lunari, vuoi sapere quale sarà la prossima data di digiuno?

 

Il calendario completo è disponibile come app o in rete

Detox: cibi adatti e cibi da limitare

Detox: cibi adatti e cibi da limitare


Viviamo in un momento di forti stimoli. Siamo bombardati da informazioni più o meno corrette e non è semplice capire come dobbiamo
comportarci relativamente al cibo poiché il nostro istinto è meno reattivo di un tempo. Non siamo più in grado di capire se un cibo è o no adatto a noi e dunque ci affidiamo ad altri perla produzione e l’approvvigionamento di cibo, dovremmo ascoltare il nostro corpo e capire cosa è adatto al nostro benessere.

Un animale in natura sa perfettamente quale cibo è adatto a lui e quale no.

Non si pone mai la domanda “cosa mangio questa sera?”. Inoltre siamo l’unica specie sul pianeta che cucina il cibo. Poiché il nostro istinto è addormentato e il nostro gusto è totalmente drogato da spezie, sale e insaporitori industriali partiamo dal primo alimento fondamentale: l’acqua.

Acqua

L’acqua è l’elemento di cui siamo composti al 90%. Ogni nostro respiro ci fa perdere acqua e ogni altro processo fisico ne fa perdere ulteriore: è importante bere.
Quanto? La letteratura indica da 2 a 5 l al giorno. Pura o con aggiunta di limone fresco spremuto.
Ogni mattina appena sveglia/o prima di fare qualsiasi altra cosa bevi 500ml di acqua con 1/2 limone spremuto.

L’acqua è un potente diluitore, permette di eliminare le tossine dal nostro corpo lavandolo internamente e ripristinando le perdite di liquidi della giornata.

In una fase di detossinazione saranno dunque adatti tutti i cibi molto ricchi di acqua come vegetali e frutta crudi mentre sono da evitare cibi più intossicanti, le fonti “inquinanti” sia alimentari sia ambientali: cerchiamo di ridurre lo stress, di passare più tempo nella natura, di svolgere regolare attività fisica e di dormire adeguatamente.

Cibi intossicanti
Tutti i cibi concentrati, industriali, raffinati o complessi da digerire (carne e pesce, latte e derivati, uova, zucchero, alcool e droghe, stimolanti: caffè, the, zucchero, bibite, merendine, cibi confezionati, fritti, cibi molto conditi, glutine, ecc.).

Per alleggerire la digestione si possono seguire le regole delle combinazioni alimentari:

tratto da “le combinazioni alimentari” di H.Shelton

frutta sempre da sola, mai a fine pasto, possibilmente dello stesso tipo (acida-semiacida-dolce)
evitare associazioni di più tipologie di proteine, di cereali e proteine, di proteine e frutta, di car boidrati e frutta.
le migliori associazioni sono: verdure e proteine, amidacei e verdure.
Pomodori, peperoni, zucche, cetriolo, zucchine, gombo, melanzane sono frutt’ortaggi, e in fase di digestione si comportano spesso come un frutto e non come un ortaggio

I tempi di digestione si allungano molto per cibi elaborati, per avere una idea ecco uno schema di tempi digestivi medi:
PROTEINE 4 ORE
AMIDI 2-3 ORE
VEGETALI NON AMIDACEI 2-3 ORE
FRUTTI – VEGETALI 2-3 ORE
MELONI 15 MINUTI
FRUTTA ACIDA 1-1,5 ORE
FRUTTA ACIDULA 1,5-2 ORE
FRUTTA DOLCE 3-4 ORE

Quando il corpo incontra cibo adatto al suo benessere risponde molto velocemente, già dopo pochi giorni è possibile sentirsi in forma.

Se vogliamo velocizzare il processo di “pulizie” possiamo accelerarlo limitandoci a consumare per un periodo solo cibi liquidi: frullati, succhi, acqua, questi periodi possono essere chiamati digiuni idrici e comprendono anche il digiuno lunare.

Altri modi per pulirci internamente sono idrocolon terapia, lavaggi intestinali e lavaggio con acqua e sale.