Spumante di sambuco

Sambuco: sciroppo, spumante e frittelle

Maggio e giugno sono il tempo del sambuco (Sambucus nigra L.), forse una delle fioriture più evidenti del periodo. Il sambuco è una pianta diffusa in tutto il mondo e ne esistono diverse varietà. Il più comune da noi è il sambuco nero, un arbusto che raggiunge i sei/otto metri di altezza con portamento a doccia, infatti i suoi rami salgono dritti e poi si incurvano verso il basso. Le foglioline raggruppare in 5-7 sono di un bel verde intenso. I fiori bianco latte sono raggruppati in grandi ombrelle e si trasformano poi in frutti scuri, sferici, lucidi.

Si può propagare facilmente per talea erbacea in estate o talea legnosa in inverno. Per rinforzarla si può potare severamente all’inizio della primavera. I suoi rami hanno midollo bambagioso e se svuotati si possono trasformare facilmente in cerbottane.

Il sambuco ha notevoli proprietà medicinali, per questo motivo nelle case di campagna tutti ne avevano uno nel recinto o nelle siepi.  Le parti verdi e la corteccia sono da usare con prudenza perché possono causare vomito e diarrea.

I fiori e le bacche non creano problemi, con i fiori si fanno frittelle, sciroppi, tisane, gazzosa, spumantino, latte, sorbetto e si possono aggiungere a pane e torte. Con le bacche succhi e marmellate, salse salate e biscotti. Il profumo dei fiori è molto dolce e simile all’ananas, le bacche hanno un sapore fruttato. Hanno proprietà diuretiche, lassative, antireumatiche ed emollienti.

Adoro  le leggende che ci sono su questa pianta e il suo uso nelle tradizioni dei diversi popoli. Ecco alcune curiosità:

In Austria questo piccolo albero veniva chiamato “Farmacia degli Dei” e la tradizione contadina imponeva di inchinarsi 7 volte al cospetto di una pianta di sambuco perché da sette sue parti si potevano estrarre potenti medicamenti: fiori, con funzione depurante, frutti utilizzati contro bronchite e mali da raffreddamento, foglie con impacchi per la pelle, corteccia come riequilibrante intestinale, radici sotto forma di decotto contro la gotta, resina contro le lussazioni ed infine germogli contro le nevralgie. I Cimbri lo piantavano attorno ai loro baiti , perché rendeva fertile la terra degli orti e l’odore delle sue foglie teneva lontani i parassiti dagli altri vegetali. Conservavano spesso un rametto di Sambuco in tasca, per allontanare i demoni. I Druidi, maghi erboristi celti, ricavavano dal Sambuco le proprie bacchette magiche. In Danimarca era considerato protettore delle case, in Svezia favorevole alle donne incinte, in Russia ostile agli spiriti cattivi ed in Sicilia ai serpenti. Secondo Plinio, la flessibilità dei suoi rami lo rendeva adatto alla fabbricazione di scudi, perché offriva una buona resistenza al passaggio delle lame di ferro, rinsaldandosi subito dopo essere stato squarciato.

Sciroppo di sambuco

(tratto da “La mia cucina con le piante selvatiche“)

Per 3 litri di sciroppo:

2 kg di zucchero si canna non integrale

1,5 l acqua a 40°

20 grosse infiorescenze di sambuco privati degli steli più spessi

4 limoni, succo e scorza a strisce

50 g acido citrico

Sciogliere lo zucchero nell’acqua e versarlo sui fiori, aggiungere gli altri ingredienti e lasciare al sole per tre giorni mescolando ogni tanto.

Filtrare e versare in bottiglie. conservar al fresco.

Trucco: servire in estate con acqua gasata e in inverno allungarlo con acqua calda per una piacevole bevanda riscaldante. Ottimo anche su macedonie di frutta o di fragole con una grattata di zenzero.

 

Frittelle di fiori di sambuco:

Ingredienti:

2-3 manciate di fiori di sambuco

per la pastella:

100 g farina bianca

200 ml o più acqua o birra o kombucha ben freddi

1 presa di sale

Mescola la farina con il liquido e il sale. devi ottenere una consistenza abbastanza liquida. Riscalda l’olio in una padella. immergi i fiori nella pastella e poi nell’olio bollente. Appoggiali su carta assorbente. Puoi spolverare le frittelle di zucchero a velo e servirle con marmellata.

Spumante di fiori di sambuco

Ingredienti:

4,5 litri di acqua decantata

450 g zucchero bianco

50 g fiori di sambuco puliti e privati del ramo più grande

120 g succo di limone (circa 2 limoni)

½ limone biologico a fette

1 ct aceto di mele al sambuco

Scalda 300 g di acqua, diluiscila con 200 g di acqua a t ambiente, usala per sciogliere lo zucchero. In un contenitore capiente metti i fiori, il succo di limone, il limone a pezzi, il cucchiaio di aceto di mele di sambuco.

Chiudi il contenitore con un panno per non fare entrare polvere e insetti.

Far riposare in un posto caldo (benissimo al sole) per 24 ore, poi mescolare e lasciare altre 24 ore. Filtrare e imbottigliare in bottiglie da spumante o in bottiglie di plastica. non riempite completamente perché continua a fermentare e solo dopo 24 ore tappare.

Far fermentare 3 giorni e poi chiudere completamente.

Mettere le bottiglie al fresco e dopo 15 gg si può bere, ancora meglio dopo 1 mese.

Si conserva in cantina fino a 5 mesi, raffreddare prima di servirlo.

 

 

 

5 pensieri su “Spumante di sambuco”

  1. Non è chiaro cosa si fa coi 4,5 litri di acqua decantata e perché prima si scalda l’acqua ma non si sa a che temperatura poi si mescola ad altra acqua.

    1. L’acqua si scalda per sciogliere più facilmente lo zucchero. Ne puoi scaldare poca in cui sciogli lo zucchero e poi la raffreddi aggiungendo l’altra, in questo modo riduci i tempi di attesa (l’acqua zuccherata non deve essere versata calda sui fiori).

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